Lo scenario di questo impianto mostra una palazzina di quattro
piani dotata di ascensore di tipo tradizionale, costituito cioè da
una cabina con contrappeso movimentata da un motore elettrico. Il
motore è sito in apposito locale al di sopra del vano di scorrimento
della cabina. Sulla sinistra, per ogni piano, sono riportati i
finecorsa, i pulsanti di chiamata e le lampade di
segnalazione. In basso è riportato l'ingresso della cabina, non
visibile nella rappresentazione del palazzo, che permetterà di
controllare lo stato ed il movimento delle porte, la presenza di
persone e l'interruzione del raggio della fotocellula. A sinistra di
esso è rappresentato il pannello di comando interno alla cabina che
qui, per comodità di rappresentazione ed utilizzo, ne è stato
portato al di fuori.
Un impianto di ascensore è ritenuto il più completo in tema di studio circuitale e sulle sicurezze. Volendo fare una panoramica
sui componenti principali, esso è costituito da un motore asincrono trifase dalla potenza di 3-4KW a secondo della portata della cabina.
Sulla parte esterna dell'asse del motore è montato il freno elettromagnetico costituito da due ganasce azionate da un elettromagnete.
Quando l'ascensore è fermo le ganasce sono chiuse sul cilindro di appoggio attraverso delle molle opportunamente tarate. Quando si chiude uno dei
due contattori del motore, viene alimentato l'elettromagnete del freno che libera il movimento del motore.
L'asse del motore viene innestato su un Argano costituito da una vite senza fine che ingrana su una ruota dentata. L'argano riduce il numero di giri del motore
e quindi la velocità della cabina ottenendo una coppia maggiore all'asse. Sull'asse dell'argano sono presenti due o tre pulegge con le gole inclinate su cui vengono avvolte
le funi di acciaio.
Limitatore di
velocità Gli impianti di ascensore del tipo a fune, hanno
un'apparecchiatura denominata limitatore di velocità, essa è composta da una puleggia su cui gira una funicella di acciaio collegata
con la cabina, sullo stesso asse, a lato della puleggia c'è una sezione
quadrata ove un martelletto munito agli estremi rispettivamente di una
rotella e di un arpione con molla tarata, ne segue il diametro; qualora si
verificasse un aumento di velocità di rotazione della puleggia, l'arpione
si aggancerebbe nella posizione posteriore della sezione quadra, causando
il bloccaggio della puleggia e con sequenzialmente l'apertura di un
contatto elettrico posto nelle immediate vicinanze, il quale interrompe la
"catena delle sicurezze". Negli impianti idraulici invece esiste un
dispositivo chiamato "Valvola di caduta" esso serve, qualora il flusso
dell'olio in uscita del pistone, fosse superiore rispetto al limite
consentito (nel caso di rottura del tubo di mandata olio o di un
malfunzionamento del gruppo valvole sulla centralina idraulica), blocca
istantaneamente mediante un'otturatore l'uscita dell'olio dal pistone
causando cosi in fermo della cabina.
Paracadute L'avvenuto
bloccaggio della funicella del limitatore di velocità causa il movimento
di un bilanciere posto sulla cabina, tale bilanciere aziona un dispositivo
meccanico che effettua il bloccaggio della cabina sulle guide di
scorrimento mediante dei cunei di acciaio, che determinano a loro volta
l'apertura di un contatto elettrico sulla "catena delle
sicurezze".
Controllo allentamento - rottura funi Nelle
immediate vicinanze degli attacchi delle funi di sospensione vi è una
particolare piastra a bilanciere munita di un contatto elettrico, che,
qualora una o più funi si dovessero allentare o rompere, determinerebbe
l'apertura immediata della "catena delle sicurezze". Mentre negli impianti
oleodinamici tale dispositivo e collegato meccanicamente con il
dispositivo paracadute.
Altri dispositivi di sicurezza
Gli altri dispositivi di sicurezza di notevole importanza si possono
riassumere come segue:
1) Sicurezza delle porte interne della cabina;
2) Sicurezza delle porte esterne del vano ascensore;
3) Finecorsa superiore;
4) Finecorsa inferiore;
5) Dispositivo di massima portata;
In un ascensore classico la cabina è dotata di portine che si aprono verso l'interno e sono
dotati di microswitch agli angoli che impediscono la messa in moto dell'ascensore quando una
di queste porte rimane aperta.
Le porte esterne sono dotate di un dispositivo meccanico che blocca l'apertuna in assenza della cabina e
non solo, anche se la cabina transita temporaneamente davanti al pianerottolo, non si verifica l'apertura.
Infatti, nella cabina è montato una slitta retrattile che agisce sulla leva della porta esterna esclusivamente
quando l'ascensore è fermo. In realtà si tratta di un elettromagnete che viene eccitato quando l'ascensore è
è in movimento, si diseccita quando è fermo e una molla provvede ad allungare la slitta.
Il finecorsa superiore deve agire se si verifica un cattivo funzionamento dello switch dell'ultimo piano. Infatti,
così facendo, la cabina continuerebbe la sua corsa fino a sbattere contro la soletta in cemento del locale ascensore.
Per sopperire a questo problema, viene montata una leva a forcella in corrispondenza dell'argano la quale verrebbe azionata
da un disco serrato sulla fune che delimita la corsa superiore. L'azionamento della leva fa sì che all'altra estremità sganci
meccanicamente il dispositivo di alimentazione del motore.
Il finecorsa inferiore impedisce che la cabina vada oltre il piano terra.
Per quando concerne il dispositivo di massima portata diciamo che la piattaforma della cabina poggia su quattro molle tarate
per una portata inferiore a quella limite dichiarata. Se il peso all'interno supera quello di taratura, la pedana si abbassa
a tal punto da fare intervenire un micro che blocca la catena di sicurezza elettrica nel circuito di comando impedendo la messa in moto dell'ascensore.
Come si può notare dallo schema di comando, il circuito di base dell'ascensore è abbastanza semplice.
Il circuito della teleinversione del motore è affidato ai finecorsa di ogni piano e in particolare di quelli intermedi che,
cambiano posizione in modo permanente ad ogni passaggio della cabina.
La discesa o la salita dipendono dalla posizione della cabina ed è affidata a dei relè ausiliari comandati dai pulsanti
dei rispettivi piani. L'autoritenuta di ogni relè è sempre in serie ai contatti ausiliari del contattore di discesa e di salita.
Quest'altro circuito di comando, ancora più completo del primo, fa uso di una serie di microswith e finecorsa che fanno parte della catena di sicurezza.
Fra questi ricordiamo:
FM : dispositivo di max portata
CP : dispositivo di sicurezza delle porte interne
P1-P4: dispositivi di sicurezza delle porte esterne
MFR: dispositivo di frenatura azionato dai contatti di Ks e Kd
MSR: dispositivo di azionamento slitta e conseguente sbloccaggio della porta esterna