In questa pagina cercheremo di fare chiarezza per quanto riguarda PIN, PUK, codici di sblocco, roaming, MNP e tutte le tecniche del caso, spiegate in modo chiaro e dettagliato.
Nella sezione relativa alle tariffe,parleremo di due grafici per capire la convenienza delle tariffe, differenze tra schede prepagate a costi fissi e a costi differenziati. Inoltre da tali grafici vedrete in modo lampante fino a che punto tali formule tariffarie siano state calcolate nei minimi dettagli per procurare esattamente gli stessi incassi all'operatore e, quindi, quanto sia insensato farne uso salvo in particolarissimi casi.
Sistema Radiomobile SIP UHF 450 MHz applicato negli anni 80-90 :
Sistema più evoluto, basato su un ricetrasmettitore veicolare più
compatto, in grado di effettuare conversazioni full-duplex.
Caratteristiche e limitazioni:
Sistema E-TACS SIP a 900 MHz: applicato negli anni 90-95:
Primo vero sistema cellulare, full-duplex, con segnalazioni veloci e alcune verifiche di
identità dell'apparato più evolute.
Caratteristiche e limitazioni:
Sistema GSM a 900 (poi anche 1800) MHz: circa anni 95-2003 (documentazione), detto
anche sistema 2G (seconda generazione):
Sistema cellulare digitale evoluto, ancora in uso, full-duplex, con trasmissione
interamente digitale.
Caratteristiche e limitazioni:
Sistemi 2,5G (aggiunte alla seconda generazione):
Tipici sono il GPRS, l'HSCSD e varie altre funzionalità che hanno introdotto nuove attrattive ai sistemi 2G.
Troverete molte spiegazioni sul sito http://www.telefonino.net.
Sistemi 3G (terza generazione):
Si tratta dei nuovi sistemi I-Mode e UMTS: di questi non discutiamo in questo momento. Si comprendere
che l'I-mode non ha NULLA a che vedere con l'UMTS, del quale non può ritenersi che un
semplice "avo". L'UMTS eredita, infatti, dal GPRS il fatto di essere un servizio che poggia
su una rete IP a tutti gli effetti, ma con tecnologie (e velocità) del tutto diverse ed estremamente più evolute.
Ciò premesso e tenendo conto che, di fatto, la rete GSM sarà ancora per qualche anno forse
la più grande, capillare e diffusa rete cellulare di radiotelefonia mobile con un numero di clienti
che ormai supera il numero di linee fisse, cerchiamo di capire, attraverso alcuni
riferimenti in rete e la relativa traduzione di cui... vi faccio omaggio, che quando
parliamo al telefono cellulare dobbiamo stare tutt'altro che tranquilli.
Esaminiamo alcune digressioni che si sono svolte in rete e delle quali, al momento, sembrano perse le tracce ma che ho opportunamente salvato. I link sono presenti comunque, per memoria storica.
Cominciamo col chiederci perché è stato inventato questo CryptoPhone. Come mai esiste questo dispositivo di intercettazione. Possiamo ascoltare una chiamata mentre ancora sta solo squillando, e nell'arco di una frazione di secondo possiamo sapere tutto di quell'utente" ."Quindi, possiamo ascoltare la chiamata.". "Utilizzando uno speciale apparato è possibile rubare telefonate ed impersonare un altro utente nel bel mezzo di una chiamata. I programmatori che hanno scritto il GSM hanno commesso un errore quando hanno dato priorità alla qualità della chiamata, a correggere i rumori di fondo e le interferenze e solo dopo avviare la cifratura. La GSM Association ha riferito che i problemi di sicurezza nel sistema GSM risalgono ai tardi anni 80, quando la potenza elaborativa dei computer era ancora limitata. Inoltre, sostiene che questo problema in particolare può essere sfruttato solo con tecniche complesse e costose e richiederebbe tempo per colpire specifici utenti. Questa tecnica è al di fuori delle precedenti trattazioni accademiche, non vi è nulla di nuovo o di sorprendente per la comunità GSM.
Il proprio
numero di cellulare, ove vi sia interesse a mantenere
un certo livello di riserbo, va mantenuto strettamente
riservato e fornito, scritto e annotato solo quando
realmente necessario. Ricordate sempre di anteporre il
famoso codice #31#
prima di digitare il numero (dal
fisso, *67# o
1793). Meglio, se possibile, impostare
il cellulare in modo che lo faccia automaticamente.
Per le persone che conoscete, alle quali volete far
sapere chi siete, semplicemente memorizzerete nel
cellulare i loro numeri preceduti da
*31# in modo da
forzare l'apparecchio ad autorizzare l'invio del
numero. Va comunque tenuto presente che impedire la
visualizzazione manualmente, come pure richiedere il
numero "riservato" su linea fissa, non ci tutela al
100%. Esiste, infatti, una funzione delle centrali
telefoniche detta "Override", della quale si può fare
uso in casi particolari (o essendo Enti Pubblici
preposti ad azioni specifiche), che nonostante la
"riservatezza", permette al destinatario di
visualizzare ugualmente il numero chiamante. Tale
funzione, che ha un costo imposto dall'operatore
telefonico, viene concessa per brevi periodi di tempo
(1 mese) se si è ad esempio sporta denuncia per
molestie tramite telefono. Ovviamente, dichiarare il
falso e sporgere denuncia per molestie inesistenti è
estremamente rischioso e del tutto non etico: quindi è
da escludersi come circostanza di comodo. E non
tentate di "hackerare" i vari dispositivi che
visualizzano i numeri: sarebbe tempo perso. Quando il
numero è riservato, normalmente (cioè se non è attivo
l'Override) NON ESCE DALLA CENTRALE.
Imparate, per
quanto possibile e quando necessario, a prendere
l'abitudine di parlare sotto metafora: inizialmente
può sembrare sciocco e puerile, tuttavia
funziona;
Non tirate
mai fuori la SIM dal vostro cellulare lasciandola
incustodita: quel lungo numero stampigliato sopra che
inizia (in Italia) con 8939 è il numero seriale della
SIM: se un malintenzionato ne viene in possesso ed ha
modo di accedere agli archivi del vostro operatore
telefonico, può risalire al vostro profilo utente e
ricavarne la famosa KI (la chiave privata per la
decodifica).
Possibilmente, utilizzate tecnologie
ragionevolmente recenti. Ad esempio, l'UMTS ad oggi
(Dicembre 2003) è quasi del tutto impossibile
"penetrarlo" se non con la più ampia e completa
collaborazione del gestore telefonico. Che io sappia,
non esistono ancora nè "false celle", nè dispositivi
di intercettazione nè di forzatura della cifra.
Certamente tali dispositivi verranno costruiti, ma
intanto...
Legate, per
quanto possibile, l'uso del vostro cellulare ad una
specifica SIM attraverso le apposite funzioni, quando
presenti. E' vero che questo vi impedisce di usare,
magari, una batteria con "doppia SIM", ma oggi avere
la doppia SIM è divenuto anacronistico, a causa della
MNP (Mobile Number Portability, la portabilità del
numero), per cui o ci si mette a controllare ogni
volta, con gli appositi servizi, se il numero da
chiamare è effettivamente di un certo gestore e poi si
sceglie la SIM adatta, o si rischiano spese molto
maggiori del previsto. La cosa migliore è una tariffa
a prezzo unico: tanto, in media, spendereste comunque
quella cifra (i gestori si son fatti bene i conti, non
temete);
In linea di massima, NON prestate il cellulare. Anche se in buona fede, chi usa il vostro cellulare può non avere le vostre stesse attenzioni.
METODI DI TARIFFAZIONE DEGLI OPERATORI DI TELEFONIA MOBILE
Nel caso specifico, ho preso ad esempio due tariffe del gestore che, nonostante i difetti (che hanno tutti, intendiamoci: il gestore ideale non esiste), personalmente ritengo essere quello tecnicamente e commercialmente più avanzato: VODAFONE.
Premesso che ci sono situazioni, in genere molto particolari e che, quindi, non fanno testo né statistica, nelle quali effettivamente distinguere può portare un (lieve) vantaggio, esaminiamo le differenti tariffe che ci ritroviamo a pagare in due situazioni apparentemente ben distinte:
La tariffazione a prezzo unico
La tariffazione a prezzo differenziato
Nella nostra analisi diamo per scontato di: Trovarci in Italia, sotto copertura dell'operatore interessato e chiamare un numero che si trova in Italia.
L'esame prende in considerazione chiamate da 0 a 15 minuti, ignorando volutamente situazioni di "autoricarica", attraverso le quali le carte in tavola apparirebbero ulteriormente confusioni.
Abbiamo notato tutti che è tendenza praticamente costante di tutti gli operatori quella di creare tariffe che non fanno distinzione tra i numeri chiamati e tariffe che, invece, privilegiano (economicamente, si intende) le chiamate dirette a cellulari dello stesso operatore (unitamente a quelle dirette a rete fissa) e chiamate dirette a cellulari di altri operatori. Prendiamo ad esempio la tariffa per schede prepagate VODAFONE PEOPLE (differenziata) e la VODAFONE AUTORICARICA (fissa), entrambe per uso privato.
Ebbene: la VODAFONE PEOPLE prevede un costo di 7 centesimi al minuto se si chiama un cellulare Vodafone; viceversa un costo di 30 centesimi se si chiama qualsiasi altro numero. Il tutto tariffato sugli effettivi secondi di conversazione e condito con i soliti 15 centesimi alla risposta - che, come abbiamo notato, chiedono praticamente tutti.
Invece, la VODAFONE AUTORICARICA prevede un costo unico di 19 centesimi al minuto, tariffato sugli effettivi secondi di conversazione e anch'esso condito con i soliti 15 centesimi alla risposta.
Vediamo, con l'ausilio di un semplice foglio elettronico, il dettaglio grafico, per chiamate da 0 a 15 minuti, che ci evidenzia l'andamento del costo della prima scheda:

Come si può vedere e come è ovvio, l'andamento è costante. Deriva, infatti, da questa tabella di calcolo.
Possiamo quindi concludere, parlando delle durate più probabili, che in circa 2 minuti abbiamo speso 50 centesimi; in 10 minuti spendiamo circa 2 Euro e così via.
Vediamo ora, a parità di intervalli, cosa spendiamo con la seconda tariffa. Notate che questo grafico risulta più complesso, ma più avanti viene spiegato:

E questo è il foglio di calcolo da cui deriva.
Facciamo bene attenzione ai colori e alla legenda. La barra viola rappresenta la spesa che facciamo se chiamiamo numeri di rete fissa o di altri operatori: rispetto alla precedente, dopo 2 minuti abbiamo speso circa 75 centesimi invece di 50 e dopo 10 minuti abbiamo speso poco più di 3 Euro invece di 2.
Se, invece, chiamiamo numeri dello stesso operatore (barra blu), apparentemente risparmiamo: dopo 2 minuti abbiamo speso circa 30 centesimi invece di 50 e dopo 10 minuti abbiamo speso 85 centesimi invece di 2 Euro. Wow.
Ebbene... niente WOW. Osservate la linea gialla: essa rappresenta la MEDIA aritmetica, ovvero quel concetto secondo il quale se due persone mangiano in tutto quattro crocchette, risulterà che ne hanno mangiate due a testa, anche se la prima persona ha digiunato e la seconda se le è mangiate tutte e quattro. Evitiamo di ragionare dal punto di vista del cliente: tentiamo di ragionare da operatori telefonici. Ciò che noi vogliamo è incassare, nell'arco di 15 minuti di servizio erogato, 3 Euro dai nostri clienti, sempre e comunque. Cioè, sempre in media, 300 centesimi diviso 15 minuti = 20 centesimi al minuto.
Come potete vedere, tenendo presente che:
ci sono persone che utilizzano schede a tariffa differenziata senza neanche saperlo o essersene resi conto;
ci sono persone che, pur sapendolo, loro malgrado si trovano, per necessità, a fare altre chiamate che non ricadono nella tariffa più vantaggiosa;
con l'avvento della MNP (la portabilità dei numeri) occorrerebbe sempre essere informati in via preventiva su qual'è l'effettivo gestore del numero che chiamiamo e tale operazione, seppur facile, è spesso sconosciuta o ignorata o considerata complicata e macchinosa (trovate qui come fare);
solo in rari, rarissimi casi si trovano persone che, con precisa coscienza e consapevolezza, scelgono tali tariffe effettivamente in funzione degli operatori chiamati;
ne deriva che, in media, verranno fatte tante telefonate sulla tariffa privilegiata quante ne vengono fatte su quella non privilegiata. Infatti, se osservate la linea rossa, noterete che essa è praticamente sovrapposta a quella gialla, che come detto in precedenza è la media della spesa fra i due andamenti tariffari, quello privilegiato e quello non privilegiato. La linea rossa non è altro che la ripetizione, da un foglio di calcolo all'altro, della linea viola presente sul primo grafico e, guarda caso... coincidono perfettamente.
A questo punto dovrebbe esser chiaro che:
fatte salve particolarissime circostanze in cui si sa con assoluta certezza che si chiameranno solo numeri ricadenti nella tariffa privilegiata;
escludendo situazioni particolari in cui, nonostante tutto, si riesce a creare un equilibrio tra la spesa per le chiamate effettuate e l'effetto di eventuali promozioni o "autoricariche" dovute a molta ricezione di chiamate o dovute a spese elevate effettuate entro un breve periodo;
scegliere una scheda a tariffa differenziata è, in genere, assolutamente privo di senso: nella migliore delle ipotesi, infatti, spenderemo in media esattamente la stessa cifra (come dimostra il secondo grafico) ma, se vogliamo sfruttarla per le sue peculiarità di risparmio, ci esponiamo alle seguenti incombenze e rischi:
dobbiamo fare continuamente attenzione a conoscere l'effettivo operatore del numero che chiamiamo;
appena ci capiterà - e chi usa un cellulare, cioè un po' tutti, sa bene che può capitare da un momento all'altro - di fare una sola chiamata nella tariffa non privilegiata, avremo vaporizzato in un attimo tutti i risparmi ottenuti con quella privilegiata, se non addirittura superato il "punto di pareggio";
cominciano allora a venirci "voglie" del tipo "mi compro anche una scheda a tariffa unica, per fare le chiamate non privilegiate con quella e con l'altra SOLO quelle privilegiate". Così intanto, se finora eravamo faticosamente riusciti a risparmiare, diamo subito un altro po' di soldi al gestore che ci vende un'altra scheda e compensa immediatamente il nostro "risparmio" - ricordiamoci che le ricaricabili sono schede pre-pagate, ovvero diamo i soldi in anticipo rispetto a un servizio che otterremo o sfrutteremo, salvo imprevisti, in un secondo tempo;
inizia il traffico di due cellulari, oppure astrusi dispositivi a doppia SIM card, accendi e spegni il telefono, "oddio, Mario ha cambiato gestore, adesso lo chiamo con l'altra scheda" e altre grottesche simili situazioni, senza considerare che due schede da ricaricare sono state finora anche due costi di ricarica invece di uno - che si mangiano tutto il risparmio se non di più; e anche se devono sparire per legge i costi di ricarica, i gestori si stanno già muovendo per recuperarli;
... la smetto qui, tanto avete capito.