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VIDEOCITOFONI
Gli impianti a 2 fili consentono
di realizzare impianti videocitofonici.
Negli impianti di videocitofono si usa un particolare dispositivo
chiamato nodo audio/video catalogato con F 441, in grado di miscelare segnali
provenienti da 4 sorgenti video a 2 fili e derivarli su 4 uscite. Grazie a
questo nodo audio/video si possono realizzare impianti con più posti esterni e
più montanti. Questo dispositivo, assieme all’interfaccia coassiale a 2 fili,
permette di interfacciare al max 3 telecamere a 12 V ,oltre a quella del posto
esterno ottenendo un videocontrollo domestico. Per es. sorvegliare il giardino o controllare la stanza dei bambini.
L'interfaccia coassiale converte il segnale video proveniente dalla telecamera in un segnale video per bus a 2 fili.
Il nodo audio-video viene
utilizzato anche per il cablaggio multimediale e la diffusione sonora.
Il nodo audio-video ha un
ingresso per bus, 4 ingressi per telecamere e 4 uscite per montanti.

Impianto multicolonna con connessione entra-esci e telecamera supplementare
L'impianto di figura è costituito da un nodo audio video con i seguenti ingressi:
1) un posto principale esterno e due posti secondari esterni
2) un ingresso per telecamera esterna attraverso una interfaccia coassiale
I quattro segnali di ingresso vengono smistati su 4 uscite di cui:
1) una uscita di videocitofono del tipo entra-esci
2) tre montanti videocitofonici corrispondente ciascuno a una scala condominiale
Con ciò si può fare in modo che, in sostituzione dei posti secondari esterni, ci siano tre telecamere indipendenti in modo da sorvegliare un locale interno e due posti esterni oltre alla telecamera del videocitofono. Questa tipologia di impianto, sebbene non valga la pena attuarlo in un appartamento, può rendersi utile in una villetta monofamiliare o bifamiliare.

Utilizzando videocitofoni PIVOT, è possibile visualizzare non solo le immagini del posto esterno da cui si riceve la chiamata, ma anche quella proveniente da altre telecamere presenti nell'impianto. Infatti, premendo più volte il tasto "o" del videocitofono, si selezionano ciclicamente le immagini provenienti dalle atre telecamere.
In impianti dove si richiede un maggior grado di sicurezza, è possibile allarmare le singole telecamere associando a ciascuna un rivelatore di presenza.

. Il numero di dispositivi connettibili e le distanze massime rimangono identiche a quelle citofoniche senza restrizioni anche se in questo caso è presente il video. La massima distanza accettabile tra telecamera principale e monitor è di 600 m, mantenendo il vincolo della massima distanza di 200 m in colonna.
. In colonna, con solo 4 conduttori, è possibile realizzare impianti di tipo entra-esci o con distributore video al piano; tali conduttori sono 2 coppie di cavi non polarizzati: 1 coppia per il video e 1 coppia per l’audio.
. La Urmet fornisce un cavo dedicato (Sch. 1074/90) per la realizzazione dell’impianto in colonna montante che garantisce il funzionamento ottimale del sistema e la migliore qualità dell’immagine video alle massime distanze permesse.
. Per il trasporto del solo segnale video tra le telecamere e l’alimentatore video è suffi ciente utilizzare un semplice doppino telefonico AWG22.
. È possibile installare fino a 2 videocitofoni in parallelo (senza l’utilizzo di alimentatori locali); in questo caso si può accendere soltanto un monitor per volta.
. L’accensione del monitor avviene alla chiamata e l’immagine permane per tutta la conversazione fonica (max. 250s).
TIPOLOGIE DI IMPIANTO
Come già accennato, il Sistema BiBus II^ ED. VOP nasce dal sistema citofonico BiBus II^ ED. al quale si affi anca la parte video. Come la parte audio è separata tra lato strada e lato colonna dagli Accoppiatori di Bus, anche la parte video è separata tra lato telecamere e lato monitori di colonna dall’Alimentatore video VOP. Tale dispositivo, oltre che alimentare i monitori di colonna, consente di convogliare sugli stessi fili di alimentazione anche il segnale video proveniente dal lato principale o dal lato secondario.
Si riportano in seguito alcune tipiche configurazioni di impianto.


PROGRAMMAZIONE DEI POSTI INTERNI
Ad ogni posto interno presente
sull’impianto deve essere associato un codice che può essere del tipo:
. numerico (ad es. 1234)
. alfanumerico con suffisso
letterale (ad es. 123A)
. alfanumerico con prefisso
letterale (ad es. A123)
N.B. Tutti i codici dei posti interni devono essere dello stesso tipo.
IMPIANTO CON CODICI NUMERICI
Un codice numerico deve essere nella forma Nxxx dove N è un numero compreso tra 0 e 9 che identifica il posto di chiamata secondario da cui dipende il posto interno, e xxx è un numero compreso tra 001 e 998 che identifica il posto interno stesso all’interno del proprio gruppo.
Se nell’impianto sono presenti colonne prive di postazione di chiamata secondaria, gli utenti di tali colonne devono avere codice Mxxx dove M non deve essere uguale a nessun identificativo di postazione secondaria (N).
In altre parole per effettuare la programmazione dei posti interni occorre smontare la struttura in plastica del videocitofono dove nella parte interna si troveranno 4 dipswitch attraverso i quali verrà impostato un codice identificativo. Per es. nel caso di 5 videocitofoni interni verranno assegnati i codici: 1234, 1235, 1236, 1237, 1238. A questo punto si rimetterà tutto a posto e si passerà alla programmazione del posto esterno.
PROGRAMMAZIONE DEL POSTO ESTERNO
La programmazione esterna viene fatta sulla pulsantiera attribuendo ad ogni tasto di chiamata un codice numerico identico al videocitofono corrispondente. Per es.
Utente1 = 1234
Utente2 = 1235
Utente3 = 1236
Utente4 = 1237
Utente5 = 1238
A questo punto il posto esterno sarà legato all’indirizzo di chiamata affinché due utenti corrispondenti possano dialogare. Infatti, se un chiamante preme il tasto relativo all’Utente1, l’indirizzo impostato sarà: 1234. Attraverso il protocollo di comunicazione, verrà inviato l’indirizzo 1234 assieme alla chiamata a tutti i videocitofoni, ma soltanto uno riceverà il dato. Il codice di chiamata verrà convertito in impulsi che faranno vibrare il cicalino. Dal momento che l’Utente1 alza la cornetta, si stabilisce la comunicazione audio/video tra l’utente e il posto esterno in quanto, i due sistemi dialogano perché aventi lo stesso indirizzamento. Ad altri utenti verrà impedita la conversazione finchè continua la conversazione tra l’Utente1 ed il posto esterno.
DIFFUSIONE SONORA
In realtà, per la diffusione sonora si possono prospettare soluzioni diverse a secondo dell’impianto che si vuole realizzare. La prima soluzione consiste nel scegliere un sintonizzatore stereo con telecomando e collocarlo in un locale. Le uscite delle casse acustiche vanno a finire in un modulo contenente due resistenze pure da 4 o da 8 Ohm che servono a dissipare la potenza dell’impianto Hi-Fi. Da queste resistenze viene prelevato una parte del segnale audio ed inviato ai diversi locali attraverso un cavo twistato. Negli altri locali è presente un punto di comando costituito da un preamplificatore e un amplificatore audio con la sua regolazione di volume. Associato a questo dispositivo esiste un ricevitore ad infrarosso collegato alla linea bus.
La linea bus collega il ricevitore con un trasmettitore ad infrarosso collocato frontalmente allo stereo. Da qualsiasi postazione, attraverso un telecomando portatile è possibile svolgere tutte le funzioni dell’impianto Hi-Fi come l’accensione e lo spegnimento, il cambio dei canali del sintonizzatore, scegliere la musica di un CD già inserito ecc.

Il nodo audio-video serve anche per la diffusione sonora miscelando segnali provenienti da più sorgenti( stereo di casa, sintonizzatore) indirizzandoli verso gli amplificatori muniti di regolazione audio dislocati in punti diversi dell'abitazione. Le sorgenti possono essere un sintonizzatore integrato o un ingresso RCA che permette di collegare un lettore CD o DVD.


Il controllo stereo permette di gestire una sorgente stereo esterna predisposta con telecomando ad infrarossi. Il dispositivo memorizza i comandi forniti dal telecomando della sorgente e li rende disponibili sugli amplificatori.
Un modo secondario per la diffusione sonora è quello di collocare in ogni locale un sintonizzatore radio integrato. Questa soluzione viene adoperata negli alberghi dove la scelta del canale di ricezione è individuale. A livello di abitazione privata viene adottata la soluzione precedente in quanto l'ascolto è prettamente individuale da parte di chi ci abita e quindi, sintonizzando una stazione desiderata, l'ascolto è circoscritto a poche persone.
Gli impianti di diffusione sonora sono da ritenersi tecnicamente molto critici a causa del ronzio che è il nemico numero 1 che occorre eliminare. Si ricorre molto spesso ad impedenze molto basse per evitare tali fenomeni. Infatti, se il cavo di trasporto del segnale passa nelle vicinanze di una linea in c.a., si sentirà in sottofondo il ronzio provocato dal campo elettromagnetico della c.a. alla frequenza di 50 Hz. Il ronzio può essere generato da un cattivo filtraggio dell'alimentatore in c.c. che propaga anche attraverso in conduttore di massa. Ed è per questo motivo che si tende ad usare preanplificatori a bassa impedenza con una certa linearità e a strutturare il cablaggio in modo da non incappare in simili problemi.

Sintonizzatore_radio_L4492
Questo apparecchio, con funzione di radiosveglia, è in grado di sintonizzare stazioni FM con ricerca manuale tramite i tasti (6) e (7) e di memorizzare fino a 5 canali la cui selezione può essere effettuata tramite il pulsante CH (8) o tramite pulsanti esterni collegati al morsetto posteriore. La pressione del tasto CH del frontalino o dei pulsanti esterni, determina l'accensione della radio e l'accensione remota dell'amplificatore art. L/N/NT4485 se connesso al sintonizzatore mediante il morsetto C presente nel retro dei due dispositivi. I pulsanti (2) e (3) permettono la regolazione del volume massimo generale che può essere ridotto localmente tramite i pulsanti degli amplificatori. L'apparecchio è munito di antenna a filo da inserire all'interno della stessa conduttura.
1 - accensione/spegnimento
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| Amplificatore locale | Pulsante di comando |
Modulo ricerca persone L4488
Il modulo ricerca persone integra nel frontale un microfono
attraverso il quale è possibile diffondere messaggi
a viva voce; un pulsante permette l’inserzione del dispositivo stesso.
Per tutta la durata della pressione del pulsante la
diffusione musicale viene sospesa ed il messaggio è
trasmesso a tutti i punti di ascolto.
Al rilascio del pulsante verranno ripristinate le condizioni iniziali. Il volume del messaggio trasmesso è variabile attraverso un regolatore presente sul modulo stesso ed è indipendente dalle regolazioni effettuate sui singoli punti di ascolto.


RISPARMIO ENERGIA
Il sistema permette di effettuare il controllo della massima potenza impegnata (per esempio 3 kW) prevenendo l’intervento della protezione termica del contatore ENEL come conseguenza di un sovraccarico causato dall’accensione contemporanea di più elettrodomestici.
L’ammontare della potenza assorbita viene costantemente monitorato tramite una centrale di controllo che attiva in caso di sovraccarico, dei dispositivi attuatori per la sconnessione dei carichi connessi.
Oltre alla funzione precedentemente indicata, il sistema permette di gestire anche l’attivazione dei carichi secondo un piano di temporizzazione predisposto dall’utente.
Tutti i componenti del sistema Risparmio Energia filare sono caratterizzati dalla flessibilità installativa offerta dalla connessione a BUS.
I dispositivi infatti sono connessi in parallelo tra loro per mezzo di un cavo, a coppie intrecciate non schermato, che realizza il mezzo di trasmissione della tensione di alimentazione e delle informazioni.

Il sistema Risparmio Energia
filare nella configurazione base si compone dei seguenti dispositivi:
- centrale di controllo carichi
art. F421 con il rispettivo toroide TA per la gestione della potenza impegnata;
- attuatori art. L/N/NT4672
oppure art.F412 per la disattivazione/attivazione dei carichi dalla rete
elettrica;
- pannello di visualizzazione
(opzionale) art. N4682 per la centralizzazione delle informazioni e dei comandi
degli attuatori
Con l’ impiego di un alimentatore art. E46ADCN è possibile estendere il sistema sia come numero di attuatori che come numero di pannelli di visualizzazione, compatibilmente con la corrente disponibile.


La centrale di controllo art. F421, mediante il toroide TA esterno, misura la potenza assorbita dai carichi connessi e la confronta con il valore preselezionato in fase di installazione (mediante selettori presenti nella centrale è possibile selezionare potenze di 1.5-3-4.5-6-9-12-15-18 KW. Un secondo selettore serve a fare la regolazione fine della potenza impostata in %. I microswitch posti in OFF gestiscono i carichi secondo una certa priorità. Questa priorità dipende dalla configurazione del relativo attuatore.
Infatti, ad ogni apparecchio da controllare è associato un attuatore art. L/N/NT4672 o art. F412 il quale, mediante la linea BUS, riceve le informazioni dalla centrale di controllo e provvede a sconnettere il carico dalla rete in caso di sovraccarico.
La sequenza di scollegamento degli attuatori è definita in fase di installazione per mezzo di configuratori numerati posti sul retro di ciascun attuatore nella sede denominata CC. Il configuratore 1 determina il primo distacco, il configuratore 2 il secondo distacco e così via. La centrale permette di gestire fino ad un massimo di 8 livelli di priorità e un numero di dispositivi in funzione della corrente di alimentazione disponibile. Nell’esempio illustrato, il forno, il boiler e la lavatrice rappresentano i carichi controllati tramite attuatori, mentre il frigorifero, per il quale non si vuole assolutamente interromperne il funzionamento, è collegato alla rispettiva presa senza attuatore.
In caso di sovraccarico il primo apparecchio che si sconnetterà sarà quello ritenuto meno importante dall’utente (nell’esempio il boiler, il cui attuatore avrà configuratore N° 1); il forno è invece l’apparecchio con maggior importanza (il rispettivo attuatore avrà configuratore N° 3) e si scollegherà dopo il boiler e la lavatrice.
L’utente può in qualsiasi istante riattivare l’apparecchio precedentemente sconnesso dalla centrale agendo direttamente sul pulsante presente sull’attuatore medesimo.
In questo caso se permane ancora la condizione di sovraccarico, la centrale abilita il funzionamento del carico selezionato ma scollegherà i successivi carichi meno importanti sino al rientro dal sovraccarico. Lo stato di funzionamento dei carichi è segnalato in ogni dispositivo attuatore e sulla centrale da indicatori luminosi.
E’ comunque possibile centralizzare
le indicazioni luminose ed il comando degli attuatori in uno o più punti
impiegando un apposito pannello di visualizzazione art. N4682.
Anche per tale dispositivo il
numero massimo di apparecchi installabili è funzione della corrente
disponibile.

CONFIGURAZIONE DEI DISPOSITIVI
Questa operazione si effettua sulla centrale F421 come descritto:
a) Selezionare la corretta potenza di contratto agendo sul commutatore rotativo (1) e porre il
selettore.P% (2) sullo 0%.
b) Selezionare, ponendo il
rispettivo microinterruttore(3) nella posizione ECO = ON, i carichi
interessati anche alla gestione per fasce orarie.
Detta funzione, disponibile se
alla centrale viene connesso un programmatore orario, permette di attivare il
carico solo quando il contatto del programmatore orario è aperto.
Selezionare nella posizione ECO
= OFF i carichi che si vogliono mantenere gestiti solo dalla funzione gestione
energia.
PRIORITA' DI DISATTIVAZIONE
Questa operazione consiste nell'assegnare agli attuatori un numero (da 1 a 8) che definisce il grado di priorità per la disattivazione dei carichi a seguito di un sovraccarico.
Questo numero varrà 1 nel caso in cui il carico dovrà disattivarsi per primo
varrà 2 per il secondo carico da disattivare e così via, fino ad arrivare ad un valore massimo 8 .
E’ comunque possibile configurare più attuatori con la medesima priorità, assegnando un numero uguale; in questo caso i carichi verranno disattivati contemporaneamente.
Essendo 2 i modelli di attuatori, mediante configuratori contrassegnati con il numero 1 e 2 inseriti nella rispettiva sede del pannello indicata con PV, si abilita il pannello stesso a riportare le indicazioni e i comandi dei diversi attuatori.
Se il configuratore è contrassegnato con 1 il pannello riporterà i comandi e le indicazioni degli attuatori con priorità da 1 a 4; se contrassegnato con 2 il pannello riporterà i comandi e le indicazioni degli attuatori con priorità da 5 a 8.

GESTIONE DEI SOVRACCARICHI
Impianto in condizioni normali
Il normale funzionamento dell’ impianto è segnalato sulla centrale mediante l’accensione dell’indicazione ON (1) colore VERDE, e sugli attuatori mediante l’indicatore luminoso (3) colore ARANCIO.
Impianto in sovraccarico (prelievo eccessivo di energia dal contatore)
Al verificarsi di un sovraccarico, l’imminente distacco di un apparecchio utilizzatore è indicato sulla centrale dal rispettivo indicatore luminoso (2) con un segnale ROSSO lampeggiante.
Carichi utilizzatori disattivati per sovraccarico
La centrale disattiva in sequenza i carichi connessi (elettrodomestici, etc.), sino a quando non cessa la condizione di sovraccarico.
Il carico disattivato viene indicato sulla centrale, sul rispettivo attuatore e sull’eventuale pannello di visualizzazione da una segnalazione (2) di colore ROSSO.
Evitare di toccare direttamente con le mani le parti in movimento di elettrodomestici o di lavastoviglie e lavatrici che hanno cessato di funzionare per disattivazione dalla centrale, in quanto questi possono riprendere a funzionare qualora cessi la condizione del sovraccarico.
Connessione forzata del carico scollegato per sovraccarico
E’ possibile per l’utente ripristinare il funzionamento di un carico disattivato (es: si desidera concludere rapidamente la fase di lavaggio della lavatrice, lavastoviglie ecc.), agendo sul tasto (4) presente sull’attuatore e sul pannello di visualizzazione. In questo caso il carico si riattiverà e resterà attivo fino al successivo azionamento del tasto o, comunque, per un periodo massimo di 4 ore. Al termine di questo periodo l’attuatore ritorna nello stato previsto dalla priorità impostata.
Si tenga presente che con l’attivazione forzata di un carico, la centrale procede con la disattivazione di un altro carico seguendo la priorità prevista. Il carico forzatamente collegato viene segnalato sulla centrale e sugli attuatori con lo spegnimento del rispettivo indicatore (2) ROSSO e con la contemporanea accensione dell’indicatore (3) ARANCIO lampeggiante sull’attuatore.
Sul pannello di visualizzazione questa situazione è segnalata dall'indicatore ARANCIO (2) lampeggiante.
Sovraccarichi non controllati
Qual'ora la potenza utilizzata dagli elettrodomestici non collegati agli attuatori del sistema Risparmio Energia sia maggiore della potenza di contratto ENEL (installazione non corretta), si potrebbero verificare comunque dei sovraccarichi.
In questa evenienza la centrale
disattiverà tutti i carichi senza rientrare dal sovraccarico.
Tale situazione di anomalia sarà
segnalata dal lampeggio simultaneo di tutti gli indicatori di colore ROSSO,
relativi ai carichi, presenti nella centrale. All’ulteriore permanenza di
questa situazione interverrà come di consueto, l’interruttore limitatore del
contatore.
Collegando alla centrale F421 un dispositivo programmatore orario o giornaliero, è possibile attivare i carichi desiderati (lavatrice, stufa elettrica ecc.) solo in determinate fasce orarie (per eventuali tariffe ENEL economiche oppure per esigenze particolari).
La selezione dei carichi da
attivare entro le fasce orarie programmate avviene spostando nella posizione ON
i rispettivi microinterruttori (ECO) presenti nella centrale.
Il carico disattivato per
gestione della fascia oraria viene segnalato sulla centrale e sull’attuatore
con l’accensione del rispettivo indicatore (2) luminoso ROSSO.
Il numero massimo di dispositivi
collegabili sul BUS dipende dall’assorbimento totale degli stessi e dalla distanza
tra il punto di connessione e l’alimentatore.
Se il sistema condivide lo
stesso cavo del sistema Automazione il calcolo del numero massimo di
dispositivi deve essere condotto
tenendo presente l’assorbimento generale degli stessi.
Durante il dimensionamento rispettare inoltre le seguenti regole:
1) La lunghezza del collegamento
fra la centrale art. F421 e il dispositivo più distante non deve superare i
150m.
Questo limite può essere esteso
a 250m se si installa l’alimentatore supplementare art. E46ADCN.
2) Ai fini di una ripartizione
ottimale delle correnti sulla linea BUS è consigliabile posizionare i
dispositivi di alimentazione (centrale di comando e alimentatore) in posizioni
intermedie.
Sistema con numero di attuatori < 4
Se il sistema comprende fino a 4 attuatori l’alimentazione 27V d.c. viene fornita dalla centrale apportando i collegamenti ai morsetti N° 7,8,9 e 10 come indicato in figura.
Sistema con numero di attuatori > 5
Se il sistema comprende più di 4
attuatori l’alimentazione 27V d.c. deve essere fornita dall’alimentatore art. E46ADCN
come indicato in figura. Il numero dei dispositivi connessi è in funzione della
corrente disponibile.
Collegare la centrale ai cavi di
alimentazione 230V a.c., al cavo SCS, al trasformatore TA e all’eventuale contatto
di un temporizzatore come di seguito indicato.

Sistema integrato in un impianto Automazione
In questo caso si sfrutterà uno
stesso cavo BUS per entrambi i sistemi e sarà già presente l’alimentatore art.
E46ADCN.
La centrale può quindi gestire fino
ad un massimo di 16 attuatori e deve essere cablata come indicato nello schema
dell’installazione con un numero di attuatori ≥ 5.
Tenere presente che comunque il
numero di dispositivi di tutto il sistema dipende dalla corrente totale erogata
dall'alimentatore art. E46ADCN.
Inserire il cavo di fase dell’ impianto
da controllare nell’ apposita sede prevista nel trasformatore TA in modo che
venga letta la corrente totale assorbita dall’ impianto.
Essendo completamente isolato,
il trasformatore può essere installato sia nel centralino sia in una generica scatola
di derivazione.
Per una corretta indicazione
fornita dal trasformatore TA, si consiglia di limitare la lunghezza dei
rispettivi cavi di collegamento ad una distanza massima di 10m.

Messa in funzione e verifica dell’impianto
Dopo aver effettuato la
selezione della potenza da controllare e dei carichi da gestire per fascia
oraria, effettuare il test del sistema in accordo alla seguente procedura:
a) Fornire tensione al sistema e
attendere per almeno 10 minuti affinché la centrale si allinei allo stato dell’interruttore
magnetotermico ENEL.
b) Attivando i carichi,
provocare una condizione di sovraccarico tale da attivare la procedura di sconnessione.
c) Verificare che la centrale
intervenga correttamente rientrando dal sovraccarico dopo aver disattivato qualche
carico (o elettrodomestico connesso).
d) Se l’interruttore magnetotermico
presente nel contatore ENEL interviene in anticipo, verificare la corretta
impostazione della potenza di contratto Pn sulla centrale art. F421.
e) Se il valore Pn è impostato
correttamente è necessario allora intervenire sul commutatore Pn impostando un
decremento pari a –5% di Pn.
f) Ripetere ancora la prova a
partire dal punto a) e, nel caso intervenga nuovamente in anticipo
l’interruttore limitatore ENEL, intervenire nuovamente sul commutatore .Pn per
impostare un decremento pari a – 10% oppure, se necessario, a –20%.
NOTA: Incrementi positivi del Pn%
offrono la possibilità di sfruttare un maggiore margine della potenza
contrattuale, a meno dell’intervento dell’interruttore limitatore ENEL.
g) Dopo aver impostato il valore
desiderato, ripetere le prove come descritto a partire dal punto a).
h) Tenere impostato quel valore Pn% che non fa intervenire l’interruttore limitatore.
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