Nel PLC della Telemecanique il temporizzatore si seleziona attraverso l'icona "FB"
che comprende una serie di temporizzatori e contatori.
Il Timer viene siglato con TM e una volta selezionato e posizionato sul foglio elettronico si presenta come segue: Questa è anche la configurazione di default dove: Per settarlo nel modo appropriato, si va su Applicazioni/Variabili, viene fuori la videata seguente: Occorre selezionare "FB predefiniti" e "Parametri" L'uscita del temporizzatore va sempre associata ad una bobina o ad un marker attraverso il quale si utilizzano così i contatti ritardati.
A proposito di Marker, esso costituisce una memoria del PLC nella quale viene memorizzata un'operazione logica a monte. Infatti, negli esempi precedenti
abbiamo visto che due contatti in serie costituiscono un'operazione logica AND il cui risultato è l'uscita rappresentata da una bobina. Questa bobina può essere un'uscita reale,
oppure può essere un'uscita non strettamente legata agli elementi esterni; in questi casi è necessario
usare il marker indicato con %M1, %M2, ecc. In quali casi si usa il Marker ? In tutti quei casi dove il circuito è costituito da una serie di ingressi e poi si dirama in due o più sub-elementi. Il Marker si può anche utilizzare in
tutti quei circuiti dove l'uscita non costituisce un elemento da collegare ad un elemento esterno. Questo serve a risparmiare le uscite fisiche del PLC la dove
esse non servono. Per esempio, si immaggini un circuito complesso le cui uscite reali sono 12 mentre nella programmazione intervengono dei relè di appoggio, ossia,
dei dispositivi che intervengono nel circuito al solo scopo di far funzionare il ciclo. Se tutti i relè verrebbero considerati come uscite reali, andremmo a superare
il numero di uscite disponibile nel PLC e il programma non potrebbe girare in quel tipo di PLC. Viceversa, se i relè di appoggio vengono sostituiti dai Marker riusciamo
ad utilizzare le uscite fisiche con un programma complesso.

Simbolo del temporizzatore ad
impulso
TON è il ritardo all'eccitazione
TOFF è il ritardo alla diseccitazione
TB è il tempo base( in minuti )
TMP è il tempo programmato

Si seleziona il timer corrispondente, dal Preset si scrive il tempo e da TB si seleziona 1 s se si vuole la scala in secondi.
Il prossimo esempio fa uso di un ingresso che attiva il temporizzatore TM1, la cui uscita serve per attivare la bobina Q2.1. La Q2.0 si eccita soltanto quando il temporizzatore ha finito di contare.
Il funzionamento del temporizzatore ad impulso prolungato è illustrato
nel diagramma temporale della figura seguente. Nel primo rigo è
rappresentato il segnale di ingresso, nel secondo la corrispondente
uscita.
A differenza di quanto fatto nell'esempio precedente, qui viene
utilizzata una bobina di set per l'avvio del temporizzatore. Questa, a
differenza della bobina diretta, è sensibile solo al fronte di salita per
l'avviamento di un temporizzatore.
Invece che usare un Marker all'uscita di un temporizzatore, essa può essere lasciata libera senza nessun collegamento ed usare un bit interno per una continuità circuitale. Tale bit interno viene identificato con: %TMx.Q. Il seguente circuito è un esempio applicativo di tale programmazione.

Il prossimo circuito che andiamo a proporre effettua l'arresto automatico di un motore asincrono trifase. Si tratta di un normale Marcia/Arresto attivabile attraverso un pulsante di marcia. Il temporizzatore arresta il motore dopo la fine del conteggio.

Il temporizzatore viene programmato per un tempo che si ritiene opportuno in funzione dell'applicazione.
Si noti che in questo circuito si è fatto uso del Marker all'uscita del temporizzatore; infatti, essa non costituisce un'uscita a cui vengono collegati elementi esterni.
L'uscita Q2.5 deve essere attivata contemporaneamente alla chiusura dell'ingresso I1.0 e disattivata 5 secondi dopo la sua riapertura.

Diagramma temporale temporizzatore con ritardo alla
diseccitazione
La soluzione viene costruita avviando un temporizzatore in
corrispondenza del fronte di discesa del segnale di ingresso. La
rilevazione del fronte è costituita dalla serie di contatti sul primo
percorso e dall'intero ultimo percorso, come abbiamo già imparato a fare
in uno degli esempi precedenti.
Attivando l'ingresso I1.0 si alimenta il temporizzatore TM2 il cui contatto interno
funziona da autoritenuta per I1.0 e per l'uscita Q2.0. Quindi l'uscita Q2.0 viene attivata
nello stesso istante in cui si chiude I1.0. L'uscita viene disattivata quando TM2 finisce
di contare.

L'uscita Q2.3 viene attivata 2 secondi dopo la chiusura dell'ingresso I1.0 e disattivata 7 secondi dopo la sua riapertura.

Diagramma temporale temporizzatore con ritardo
all'eccitazione ed alla diseccitazione
La figura precedente illustra, al primo ed al secondo rigo del
diagramma, l'andamento dei due segnali della traccia.
Si tratta
di realizzare un programma contenente due temporizzatori: il primo,
ritardo all'eccitazione da 2s, attivato da I1.0, il secondo, ritardo all'eccitazione
da 7s, attivato dal primo.
Osservando la soluzione
proposta, notiamo che i primi due percorsi implementano un temporizzatore
con ritardo all'eccitazione con ingresso I1.0 ed uscita M1. Gli altri tre
percorsi implementano, invece, un temporizzatore con ritardo alla
eccitazione che ha come ingresso I1.0 di tipo N. Questo tipo d'ingresso è necessario
per la rilevazione del fronte di discesa chiesto dal problema. L'esercizio è
risolto!