Qui dobbiamo capirci bene e sapere bene di cosa parliamo, ragazzi: perciò massima attenzione e, se non siete ben svegli e ricettivi, rimandate questa lettura ad un altro momento.
Innanzi tutto: abbiamo idea, quando nominiamo con tanta facilità la SIM Card, di cosa si tratti? In altre parole, la "carta d'identità" attraverso la quale siamo riconosciuti da un determinato operatore telefonico. Materialmente, quel pezzetto di plastica con alcuni contatti dorati, che se manca... il nostro cellulare non funziona.
Il numero del nostro cellulare NON SI TROVA MEMORIZZATO NELLA SIM CARD. La SIM è un semplice "microcontroller" , ovvero un minuscolo computer, con tanto di microprocessore e... memoria. Sì, memoria, tant'è vero che avete ormai sentito dire delle "SIM da 64, SIM da 32, da 128", eccetera. Quei numeri stanno a significare la quantità di memoria di cui la SIM dispone: essa ha ben precise ragioni d'essere. Serve esattamente come la memoria di un computer e la SIM vi appoggia dati temporanei o di nostro interesse (come ad esempio numeri telefonici e SMS: ecco perché dobbiamo ogni tanto cancellarli se non vogliamo che se ne blocchi la ricezione).
Per prima cosa, ogni SIM card ha un "numero di targa", unico. Un pò come le schede di rete dei nostri computer. Tale numero è quello che viene stampigliato sull'esterno della SIM e, per i gestori telefonici italiani, inizia con 8939 ed ha una marea di cifre. L'apparecchio che dialoga con la SIM card può chiederlo alla SIM stessa (che lo conserva nella sua memoria) e questa glielo fornirà. La stessissima cosa avviene nel cellulare, il quale ha anche lui il "suo" numero di targa, che già conoscete: il famoso IMEI (International Manufacturer Equipment Identification, che significa Identificativo Internazionale del Fabbricante dell'Apparecchio). Lo potete conoscere (anzi lo DOVETE conoscere e TRASCRIVERE IN UN LUOGO SICURO) digitando su qualsiasi cellulare:
*#06#
Averlo trascritto comporta, infatti, la possibilità di comunicarlo alle Autorità in caso di furto o smarrimento del cellulare, che a quel punto potrà essere bloccato dai gestori, rendendolo di fatto inutilizzabile (o quasi, vedremo perché).
Orbene, quando accendiamo il cellulare, avviene questa sequenza di fatti - che vi riporto in modo discorsivo ed estremamente semplificato, solo per farvi capire:
PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE:
Accensione: il microcomputer del cellulare si avvia e fa il "boot", proprio come un computer. Ci mette solo molto meno tempo.
A sistema avviato, il cellulare interroga la SIM card: se non risponde, vi dice "Inserire SIM", altrimenti chiede subito il numero di serie della SIM e questa glielo fornisce (insieme ad altri valori sui quali sorvoliamo per semplicità).
Presi questi dati, cellulare e SIM eseguono insieme un particolare calcolo di cifratura che fornisce come risultato un determinato numero che chiameremo zzz; fatto questo, il cellulare va a "presentarsi" via radio al gestore predefinito (che conosce in quanto scritto sulla memoria della SIM) e gli dice: "Sono il cellulare con l'IMEI xxx, ho la SIM con numero yyy ed il mio calcolo di cifratura vale zzz: posso entrare in rete?".
Il gestore apre il proprio database clienti e, se trova il numero di serie di quella SIM, esegue lo stesso calcolo di cifratura; se il risultato che ottiene è lo stesso rispetto a quanto ha già fatto il cellulare (cioè "gli viene" zzz), risponde al cellulare "Ok, sei in rete" e apparirà l'abituale scritta "VODAFONE IT", oppure "3 ITA", oppure "I TIM" o "I WIND".
Posto che i due calcoli coincidano, il gestore (dopo aver detto al cellulare "OK sei in rete"), aprirà il database nazionale dei numeri telefonici cellulari e controllerà che, accanto al numero di serie della SIM a cui ha fornito accesso, vi sia un numero di telefono. Su questo archivio c'è anche scritto se il numero è in portabilità o se è un numero appartenente al proprio intervallo - nella lezione successiva trovate cenni sulla portabilità dei numeri.
Preso il numero e predisposte le procedure per l'accoglimento delle chiamate entranti in accordo al fatto che il numero sia o meno in portabilità, aggiorna il proprio archivio di utenze "online" e ci scrive che quel numero, dalle ore oo:mm:ss del giorno gg/mm/aaaa "è raggiungibile" tramite la stazione radio base (la "cella") numero kkk - Sì, anche le singole "celle" hanno ognuna un proprio identificativo. Tale informazione è soggetta, ovviamente, ad essere aggiornata man mano che il cellulare si dovesse spostare da una cella al'altra, con il nuovo identificativo della cella che "lo prende in carico".
Nel momento in cui il cellulare viene spento o si allontana eccessivamente dall'ultima cella disponibile, la stessa procedura lo dichiara "spento o non raggiungibile" e manterrà tutte le informazioni per un periodo di tempo prestabilito (in genere qualche minuto) in modo da velocizzare il rientro in rete se esso si dovesse trovare di nuovo sotto copertura; se invece la condizione di "non raggiungibilità" permane, le informazioni di autenticazione viste dal punto 4 in poi vengono rimosse e il cellulare dovrà nuovamente ripeterle per ottenere accesso.
Direte voi: a cosa mi serve conoscere tutto questo poema? Risposta semplice: a capire il funzionamento del PIN!
Tale codice viene chiesto tra la fine della fase 2 e l'inizio della fase 3. Non solo: il microprocessore della SIM card è programmato in modo che, se viene offerto un PIN errato per più di tre volte, la SIM si rifiuterà di avviare qualsiasi calcolo per l'autenticazione. In tal caso, occorrerà utilizzare il PUK (Personal Unlock Key = Chiave Personale di Sblocco) di cui parleremo dopo. Ecco perché il PIN è sicuro: non è una semplice "password" bensì un "cancello" che protegge l'ingresso alla "stanza dei calcoli", in assenza dei quali non è possibile accedere alla rete, indipendentemente dal cellulare.
Cambiare il codice pin:
Supponiamo di avere un PIN originale del gestore che sia 1234 e di volerlo cambiare con 3532 . Seguendo la procedura del cellulare, si avrà sempre:
Richiesta del VECCHIO PIN, a cui digiteremo 1234 e confermeremo;
Richiesta del NUOVO PIN, a cui digiteremo 3532 e confermeremo;
Subito dopo, avremo una richiesta di ridigitare il nuovo PIN, a cui di nuovo digiteremo 3532 e confermeremo.
Il cellulare chiede due volte il nuovo PIN per evidenti ragioni di sicurezza: se la prima o la seconda volta il numero inserito è diverso, il cellulare non avvia la procedura di cambio. Il vantaggio consiste nel fatto che questo controllo preliminare viene fatto dal cellulare anziché dalla SIM, con evidente riduzione del rischio di blocco. Se, invece, il controllo lo fa la SIM e ci sbagliamo più di tre volte, come già abbiamo visto non potremo più utilizzare la SIM stessa finché non procediamo allo sblocco tramite PUK. Purtroppo il cellulare non può "mediare" se quel che sbagliamo è il vecchio PIN: sarà costretto a presentare la richiesta con un vecchio PIN errato e a quel punto, se insistiamo, la SIM card "se la prenderà a male" ugualmente: facciamo quindi comunque molta attenzione.
Tuttavia, in alcuni (rari) casi il cellulare o non dispone di questa procedura o, magari, è impostato in una lingua diversa che non conosciamo: possiamo ugualmente cambiare PIN ma dobbiamo attenerci rigorosamente e senza errori (rileggete bene, quindi, prima di inviare il comando) alla seguente sintassi, basata su asterischi e cancelletti, con il codice 04:
** 04 * VECCHIO_PIN * NUOVO_PIN * NUOVO_PIN #
Sostituendo i numeri dell'esempio, il comando sarà:
** 04 * 1234 * 3532 * 3532 #
Non verrà, in questo caso, dato alcun messaggio specifico da parte del cellulare, ma un semplice "eseguito", o altra parola simile. Non resta che incrociare le dita, spegnere e riaccendere e verificare che il nuovo PIN sia entrato in funzione. Qualora, per malaugurata sorte, le cose non dovessero andare per il giusto verso, la SIM card si bloccherà: dovremo a quel punto fare ricorso al PUK, attraverso il quale possiamo "imporre" la sovrascrittura del PIN con un nuovo PIN a nostra scelta, a prescindere da quale sia quello vecchio. Capite da voi che, utilizzando il PUK, ancor di più non dobbiamo commettere errori: se ci sbagliamo anche qui più di tre volte, infatti, la SIM card si rifiuterà del tutto di "avviarsi" (è previsto dalla fabbrica) e dovrà necessariamente essere gettata via.
Detto quanto, occhi aperti perché nessun cellulare possiede una "procedura guidata" per il PUK (contrariamente a quella del PIN): l'unico modo di usare il PUK è... a suon di asterischi e cancelletti. Perciò, aprite la busta o il foglio nel quale l'operatore vi ha riportato il PUK (che è un numero abbastanza lungo), tenetelo davanti e, con calma, agite come segue:
** 05 * PUK * NUOVO_PIN * NUOVO_PIN #
Ammesso che il PUK sia 12345678912345 e volendo imporre il nuovo PIN 3532, digiteremo, quindi:
** 05 * 12345678912345 * 3532 * 3532 #
Data conferma, attendete sempre una decina di secondi, dopodiché spegnete e riaccendete il cellulare. Se tutto è andato bene, digitando il nuovo PIN riuscirete ad "entrare in rete". Se ancora non ci riuscite... o non siete stati abbastanza attenti, o avete usato un PUK sbagliato. Siate, pertanto, estremamente diligenti e accurati nella gestione e conservazione del codice PUK, altrimenti potreste trovarvi in difficoltà. Nulla di irrisolvibile, è chiaro: ma sono grattacapi, perdite di tempo e denaro, traffico, code... tutto per non metterci quel minimo di cura? Direi che non vale la pena di essere superficiali, no?
Ecco una tabellina dei codici; in essa, salvo dove necessario, sono indicate solo le sequenze di attivazione: se avete... studiato, già sapete che verifica e disattivazione si ottengono combinando asterischi e cancelletti nel corrispondente metodo, associato al relativo codice. Ovviamente, NON è possibile e NON ha senso usare le sintassi di verifica e disattivazione con le procedure relative a PIN e a PUK. Di certo la tabella non è esaustiva ma relativa a parametri in genere di uso universale:
| Operazione | Sintassi |
| Cambio PIN | **04*vecchio_pin*nuovo_pin*nuovo_pin# |
| Cambio PIN2 | **042*vecchio_pin2*nuovo_pin2*nuovo_pin2# |
| Impiego PUK (*) | **05*puk*nuovo_pin*nuovo_pin# |
| Impiego PUK2 (*) | **052*puk2*nuovo_pin2*nuovo_pin2# |
| Cambio codice blocco chiamate | **03**vecchio_codice*nuovo_codice*nuovo_codice# |
| Blocco chiamate | |
|
Tutte le uscenti |
*33*codice*servizio#((**) |
|
Tutte le uscenti internaz. |
*331*codice*servizio#(**) |
|
" tranne che verso il proprio paese |
*332*codice*servizio#(**) |
|
Tutte le entranti |
*35*codice*servizio#(**) |
|
Tutte le entranti quando si è all'estero |
*351*codice*servizio#(**) |
| Cancellazione di tutti i blocchi chiamate | #330*codice# |
| Deviazione chiamate | |
| Incondizionato | **21*Numero(oppure**21*Numero*servizio)(***) |
| Su mancata risposta | **61*Numero# (oppure **61*Numero*servizio#)(***) |
| Su spento/non raggiungibile | **62*Numero# (oppure **62*Numero*servizio#)(***) |
| Su occupato | **67*Numero# (oppure **67*Numero*servizio#)(***) |
| Avviso di
chiamata (eccezione: usare un solo asterisco o cancelletto) |
*43# |
(*) PIN2 e PUK2 sono esattamente come il PIN e il PUK, ma servono per altre funzioni e, di solito, non si usano o si usano su specifica indicazione dell'operatore telefonico.
(**) Vedi tabella servizi per scegliere il servizio su cui agire. Non sempre accettato dai gestori.
(***) E' indicato un solo parametro di servizio ma, come abbiamo già appreso, ove il comando lo consenta, i parametri possono essere anche più di uno, compresi tra asterischi; l'ultimo parametro sarà, invece, seguito dal cancelletto.
Per completare la tabellina, ecco i servizi gestibili:
| Codice | Servizio |
| 10 | Tutti i tipi |
| 11 | Chiamate voce |
| 12 | Chiamate dati |
| 13 | Chiamate FAX |
| 16 | SMS |
| 18 | Tutte quelle dati tranne gli SMS |
| 19 | Tutte tranne gli SMS |
| 25 | Come 12 |
Ad esempio, supponiamo di voler deviare incondizionatamente le sole chiamate fax verso il numero di rete fissa 029876543 ma di lasciare che arrivi tutto il resto. Utilizzeremo il codice 21 (trasferimento incondizionato) e il servizio 13 nel seguente modo:
** 21 * 029876543 * 13 #
L'operazione potrà essere annullata con ## 21 # , come facilmente intuibile. Al riguardo degli specifici servizi, teniamo presente che:
non tutti gli operatori li accettano o, quantomeno, non accettano tutti i tipi. Ad esempio, spessissimo impostare trasferimenti specifici per i soli SMS non viene accettato e dà luogo a messaggi di errore. Non si tratta di sviste, bensì di una ben precisa volontà commerciale.
alcuni operatori hanno ulteriori servizi: ad esempio l'operatore 3 (H3G) ha servizi specifici di deviazione da usarsi con gli stessi codici (21, 61, 62 e 67) ma relativi a ulteriori servizi; nella fattispecie essi sono relativi, ad esempio, alle video chiamate. In altre parole, potremmo voler deviare le chiamate voce ma non quelle video. Al momento c'è un pò di confusione anche tra gli stessi operatori, anche in virtù della recente introduzione dell'UMTS a livello più generale e non esclusivo dell'operatore H3G; torneremo su questi argomenti in futuro.
CENNI SULLA PORTABILITA' DEL NUMERO(MNP)
Recentemente, come sappiamo, è stata introdotta la possibilità di mantenere il proprio numero anche quando si cambia operatore; e questo non solo per la telefonia mobile, ma anche per quella fissa. Qui ci occuperemo di alcuni aspetti del principio di funzionamento inerente la MNP in ambito telefonia mobile.
Come è possibile, qualcuno si chiederà, come faccio a sapere se un numero di cellulare appartenga o meno a un determinato gestore? Cosa accade effettivamente, quando un cliente di un certo operatore smette di essere tale e passa ad un altro, pur mantenendo il numero?
Nel caso Vodafone significa che quei prefissi (340, 341 343, 346, 347, 348 e 349) sono stati assegnati a Vodafone. Ciò in modo inamovibile ed incontrovertibile. Altrettanto vale per gli altri operatori, se scorrete quel foglio elettronico lo rileverete facilmente. Ora, ragionando, se noi siamo titolari del 347/2345678 che è un abbonamento Vodafone e vogliamo passare ad un altro operatore (per esempio TIM) mantenendo il nostro numero, com'è possibile che questo si verifichi se il prefisso 347 è inamovibilmente di Vodafone?
Giusta osservazione: infatti, il numero è di Vodafone e resta di Vodafone, anche se cambiamo gestore. Con la differenza che:
Non lo paghiamo.
Non viene fatto risultare come tale (chi ci chiama non si accorge che è in atto di un trasferimento).
Non viene fatto alcun annuncio del tipo "Operatore X: la chiamata è stata trasferita...".
Se il numero è e resta del
nostro operatore originario, come può il nuovo
operatore prenderlo in
carico?
Semplice: in effetti non lo
fa. Riprendendo l'esempio di cui sopra, quando
(mantenendo il nostro numero) saremo passati a TIM, in
realtà noi avremo anche un numero specifico di TIM
dedicato per la MNP (guardate il foglio elettronico
sotto TIM, esattamente come per Vodafone sono i
prefissi 341 e 343 che vedete sopra), ma... non lo
sapremo mai. E' su quel numero che Vodafone attiverà
il trasferimento permanente di chiamata. Infatti, come
è facile capire, se il nostro numero originario è di
Vodafone, chi ci chiama necessariamente verrà
instradato verso le centrali Vodafone, altrimenti
instradare una telefonata verso un numero in MNP
comporterebbe ogni volta una consultazione
dell'archivio centrale. Sarà poi Vodafone che, avendo
attiva la MNP, trasferirà la chiamata a TIM.
Ottimo. Ma allora quando
faccio una telefonata, chi riceve la mia chiamata vede
il mio numero originario (347 ...) o vede il numero
TIM che io non conosco?
Domanda
intelligente. La risposta è scontata: certo che vede
il nostro vecchio numero e non quello TIM. Perché
nella tabella utenti di TIM c'è scritto che noi siamo
in MNP e, quando la centrale TIM ci fa "uscire",
esegue una "transcodifica" sostituendo l'ID chiamante
reale con quello in MNP.
Io ho un tipo di tariffa che
mi permette di risparmiare se chiamo cellulari del mio
stesso operatore. Ora con la MNP dal prefisso non ho
più la certezza che chi chiamo sia effettivamente un
cliente dello stesso operatore: come faccio? Se chiamo
convinto di chiamare un cliente dello stesso operatore
e invece è di un altro, rischio di spendere un sacco
di soldi.
Osservazione acuta.
Risposta altrettanto acuta: esistono codici specifici
per ogni operatore (vedi tabella seguente) utilizzando
i quali si può conoscere l'effettivo operatore del
cliente che stiamo per chiamare. Sempre ammesso e
concesso che ancora abbiate voglia di fare queste
distinzioni e che non vogliate convincervi
dell'estrema inopportunità, della solo apparente
convenienza e della capziosità di tali tariffe, sulla
base della quale molti operatori ci sguazzano...
spesso le tariffe agevolate di quel tipo sono solo
leggermente più economiche nelle chiamate tra clienti
dello stesso operatore ma molto, molto più
sconvenienti (al limite dell'estorsione, direi) quando
sono verso clienti di altri operatori. La cosa più
razionale e ragionevole rimane solo quella di optare
per l'adozione di un piano tariffario che, a
prescindere da accessori vari (scatto / non scatto
alla risposta, tariffazione a secondi / a minuti / a
bicchieri...) non faccia distinzione sui numeri
chiamati (a parte se nazionali o internazionali). Il
risparmio rispetto al rischio e alla scomodità di
dover verificare è garantito.
Ed ecco, per i recidivi, la tabella (ancora una volta non tutti gli operatori sono allineati) dei codici da anteporre al numero per farsi dire l'effettivo operatore:
| Operatore | Codice da anteporre |
| TIM | 456 oppure 4884 |
| Vodafone | 456 (*) |
| WIND | 456 |
| 3 (H3G) | 456 |
(*) Oppure un SMS contenente il numero da indagare, inviato al numero speciale 4563.
Consultando i rispettivi siti degli operatori potrete scoprire anche altre modalità di questo servizio: ad esempio l'operatore 3 (H3G) mette a disposizione una modalità di preannuncio permanente, da impostarsi con
*110*11 #
e da disattivarsi con
*110*00#